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Erano specialisti nelle rapine a mano armata ai danni dei distributori di benzina le dieci persone arrestate questa notte dai carabinieri del Comando provinciale di Lecce, sulla base di altrettante ordinanze di custodia cautelare chieste dalla Procura del capoluogo salentino e poi emesse dal gip. Sono quattordici gli assalti messi a segno e sei quelli tentati nella sola estate del 2008. Il bottino veniva poi riciclato nell’acquisto e nello spaccio di consistenti quantitativi di droga di vario tipo. Nel blitz hanno operato un centinaio di militari coadiuvati da unità cinofile e da un elicottero. I malviventi avevano seminato il terrore in tutto il Salento. Gli arresti sono stati effettuati tutti a Parabita e Matino. Le accuse sono di concorso in rapina e spaccio di sostanze stupefacenti. Nell’operazione è coinvolto un assistente capo della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di Gallipoli, posto agli arresti domiciliari per favoreggiamento.
L’uomo, in due circostanze, essendo venuto a conoscenza per ragioni di ufficio delle ricerche dell’Arma di Tricase finalizzate al rintraccio delle auto utilizzate per alcune rapine, si sarebbe prodigato a fornire indicazioni utili agli indagati che avrebbero danneggiato le investigazioni in corso. L’attività investigativa, anche di tipo tecnico, iniziata nel settembre 2008, si è conclusa a maggio 2009. L’operazione è stata condotta da oltre sessanta Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce coadiuvati da quelli del Nucleo Cinofili di Modugno nonché dai militari della Compagnia Carabinieri di Milano Porta Magenta. L’indagine che ha portato a tale risultato è iniziata il 23 agosto 2008 a seguito di una rapina compiuta ai danni di un distributore di benzina. A partire da quel giorno i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Tricase hanno iniziato una serie di attività investigative, anche tecniche, che li hanno portati a sospettare che dietro le numerose rapine compiute ai danni soprattutto di distributori di carburante avvenute nel sud Salento anche in periodi antecedenti al 23 agosto, ci fosse lo stesso gruppo criminale come il modus operandi dei malfattori faceva ritenere. Le prolungate ed articolate investigazioni, svolte sia d’iniziativa che su delega dell’Autorità giudiziaria, hanno permesso, nel tempo, di risalire ad un gruppo di “bravi ragazzi”, come amavano definirsi, di Parabita e Matino che vivevano di rapine, furti e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno dimostrato che l’organizzazione era dedita al compimento di una sistematica e continuativa serie di attività illecite che i soggetti ponevano in essere con assoluto disprezzo della legge e dell’incolumità fisica delle proprie vittime. Peculiarità del gruppo era, oltre al compimento dei numerosi atti criminali, la capacità di “interscambiarsi” i ruoli tanto che se uno non era disponibile a compiere una rapina o a spacciare sostanze stupefacenti perché impegnato, subito era pronto un altro del gruppo a prendere il suo posto. Tutto purché il colpo venisse portato a termine o perlomeno tentato. Al fine di eludere ancor meglio le investigazioni dei militari dell’Arma, gli arrestati, dopo aver effettuati i sopralluoghi nei posti che di li a poco avrebbero colpito, si preoccupavano di spegnere i telefoni cellulari durante la commissione dei reati in modo tale da non poter essere localizzati dalle celle telefoniche. Le rapine ed i furti servivano agli arrestati per procacciarsi denaro liquido da utilizzare sia per il proprio sostentamento sia per l’acquisto di sostanze stupefacenti una parte delle quali veniva da loro utilizzata, altra rivenduta. Nel corso delle attività investigative è emerso che l’appartenente alla Polizia di Stato, in un paio di occasioni, aveva allertato alcuni dei “bravi ragazzi”, come anche lui li definiva, circa le indagini che i Carabinieri stavano svolgendo per identificare gli autori delle numerose rapine che vedevano vittime i benzinai salentini. In manette sono finiti Marco Donadei 25enne, Maurizio Locorotondo 23 anni, Cosimo Nicoletti, 29anni; Marco Seclì, 25anni; Samuele Antimo Specchiarello 20anni, Luigi Barone 19anni; Matteo Marra, 22anni, tutti di Parabita; Giorgio Moscatello 27anni di Matino e un appartenente alla Polizia di Stato.  |  |
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