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Sono sei i militari italiani morti e altri quattro rimasti feriti in modo grave in Afghanistan in seguito ad un attentato kamikaze che ha colpito un convoglio della Nato sulla strada che porta dal centro cittadino all'aeroporto della capitale, Kabul. Sia i morti sia i feriti (quest'ultimi non sarebbero in pericolo di vita secondo quanto a riferito il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al Senato) appartengono al 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Siena, tranne un ferito che è un militare dell'Aeronautica. E’ tra le sei vittime c’è anche un salentino di Tiggiano. L'attentato è avvenuto alle 12.10 locali (le 9.40 in Italia), nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l'ambasciata Usa, il comando Isaf e l'aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere. Nello scoppio sono rimasti coinvolti due blindati italiani di scorta al convoglio, colpiti in pieno dall'esplosione di un veicolo imbottito di esplosivo condotto da due attentatori kamikaze. I morti italiani sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati. Sono stati comunicati i nomi di alcune delle vittime, mentre sull'identità delle altre viene mantenuto per il momento il riserbo, in attesa che siano avvisati i parenti. Oltre ai sei soldati italiani, vanno registrate una decina di vittime tra i civili, a cui si aggiungono 55 feriti. Un portavoce dei talebani ha rivendicato l’attentato. In un messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’Isaf, nel centro della capitale. Altre fonti, come detto, parlano però di due attentatori. Negli ultimi mesi, nonostante la massiccia presenza di forze armate internazionali, a Kabul si sono moltiplicati gli attacchi suicidi dei talebani. L'ultimo è stato l'8 settembre scorso, quando un'autobomba ha ucciso tre civili esplodendo davanti all'entrata della base aerea della Nato. Secondo alcune interpretazioni, l'obiettivo dell'attentato di Kabul forse non era il convoglio scortato dai militari, bensì una delle ambasciate straniere presenti nella capitale. A dimostrarlo ci sarebbe l'ingente quantitativo di esplosivo utilizzato, in quantità molto superiori rispetto a quanto viene normalmente impiegato per gli attacchi alle colonne di mezzi militari.
Le sei vittime sono: Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Gian Domenico Pistonami, Roberto Valente, Antonio Fortunato e Massimiliano Randino. Il sergente maggiore Roberto Valente era il più anziano dei sei. Risiedeva a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta, con la moglie e un figlio piccolo ed era partito pochi giorni fa per l’Afghanistan. Valente si trovava sul convoglio che lo avrebbe riportato dall'aeroporto alla base militare in Afghanistan. Aveva lasciato la sua città, Napoli, proprio ieri sera dopo aver trascorso 15 giorni di licenza con la famiglia. Il più giovane era Matteo Mureddu, 26 anni, di Solarussa, un piccolo paese in provincia di Oristano. E ancora, il tenente Andrea Fortunato, classe 1974, originario di Lagonegro (Potenza). Le altre tre vittime sono il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nativo di Glarus (Svizzera) ma residente a Tiggiano nel Salento; il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto e il primo caporal maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (Salerno).  |  |
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